Le stagioni del cuore

La nostra vita…

un Cantico delle stagioni del cuore

INTERVALLI DI TEMPO

Guardando attraverso le lacrime di Maria versate in questo luogo, come fossero lenti per scoprire ogni particolare di ciò che riceviamo in dono, scopriamo cosa non corrisponde ai nostri desideri più veri… i suggerimenti della Voce sottile e penetrante dell’amore ci raggiungono continuamente. 

Un amore che non finisce mai, che indica il senso di una creazione che ha come fine la gloria dell’Amore che comunica incessantemente Sé stesso. Un luogo di preghiera, una Comunità carmelitana, campi, case sparse, piccolo borghi… Una solitudine che non è periferia di noi stessi, una separazione che rende fratelli, un itinerario di maturazione; un’esplorazione di cammini dello Spirito.

L’uomo che accoglie l’invito del Signore, sarà come albero piantato lungo corsi d’acqua,  darà frutto a suo tempo e le sue foglie non cadranno mai; si infiammeranno, piuttosto, mostrando i colori dell’amore ricevuto…riusciranno tutte le sue opere.

UN CUORE CHE DESIDERA

Cuori irrequieti esplorano realtà… il mondo interiore dove Qualcuno sussurra parole familiari. Desideri che sostengono cammini faticosi, cuori irrequieti di pellegrini curiosi che vogliono riempirsi di tutto ciò che vedono, toccano, respirano, sentono; ma senza esserne soddisfatti. Cuori di pellegrini carmelitani che si prendono cura di altri cuori pellegrini finché non sia raggiunta la meta. Non ha confini il vero dono di sé e questa esperienza può divenire notte che guida, fiamma che sana. Ed ecco il nostro essere carmelitane qui; partecipare ad una vicenda che si svolge nel profondo di ogni vita umana, in questo Santuario che ricorda il cuore di Cristo aperto per amore… un cuore senza confini…

UN CUORE IN ASCOLTO

Dio ci ama per primo così come siamo. La storia delle nostre vite non è la ricerca di Dio, ma il desiderio che Dio ha di noi e la ricerca che lui fa di noi. La grazia di Dio è sempre disponibile, basta aprirle le nostre vite. Se ascoltiamo i nostri cuori, conosceremo i cuori di coloro con cui viviamo. E potremo alimentare la fiamma della Presenza di Dio in altri cuori…

UN CUORE SMARRITO

La sofferenza è una componente così determinante della vita delle persone, che una spiritualità che non ne tenga conto rischia di non venir nemmeno presa in considerazione. Una spiritualità che riesca ad esprimere in parole i dolori più profondi dell’uomo e che offra una speranza nel buio della notte. Un pellegrino di qualunque epoca può riconoscersi nelle sofferenze dei Santi del Carmelo e chiedere loro di accompagnarlo nel suo cammino lungo questa valle di lacrime. (Cfr Le stagioni del cuore…)

 

UN CUORE PURO

Nevica intorno al Santuario… molte di noi ricordano esperienze passate, la bellezza di quei giochi d’infanzia, la semplicità nel godere di tutto ciò che la stagione offre. Tutto è coperto, avvolto in un particolare silenzio; ciò che è sottratto al nostro sguardo ha una sua vita nascosta… attende un nuovo risveglio. E quella semplicità che diventa gioco d’attesa, affronta il gelo e si riscalda di fraternità aperta alla speranza, allo stupore, alla rinascita. Assenza che rivela… Giochi d’inverno

Leggendo il salmo 64/65…

COME CREATURE CHE RICONOSCONO L’OPERA DI DIO, MANIFESTIAMO LA NOSTRA GIOIA…

PERCHÉ DIO NON CESSA DI CONCEDERE PIOGGE E STAGIONI RICCHE DI FRUTTI.

A te si deve lode, o Dio! 
A te, che ascolti la preghiera, 
viene ogni mortale. Pesano su di noi le nostre colpe, ma tu perdoni i nostri peccati.
Beato chi hai scelto e chiamato vicino, 
abiterà nei tuoi atri. 
Ci sazieremo dei beni della tua casa, 
della santità del tuo tempio.


Con i prodigi della tua giustizia, tu ci rispondi, o Dio, nostra salvezza, speranza dei confini della terra e dei mari lontani. Tu rendi saldi i monti con la tua forza, cinto di potenza. 

Tu fai tacere il fragore del mare, 
il fragore dei suoi flutti, 
tu plachi il tumulto dei popoli.
Gli abitanti degli estremi confini 
stupiscono davanti ai tuoi prodigi:
di gioia fai gridare la terra, le soglie dell’oriente e dell’occidente. Gli abitanti degli estremi confini 
stupiscono davanti ai tuoi prodigi:
di gioia fai gridare la terra, le soglie dell’oriente e dell’occidente. 

 

Tu visiti la terra e la disseti: la ricolmi delle sue ricchezze… 
Così prepari la terra: ne irrighi i solchi, ne spiani le zolle, 
la bagni con le piogge e benedici i suoi germogli. Coroni l’anno con i tuoi benefici, al tuo passaggio stilla l’abbondanza. 
Stillano i pascoli del deserto 
e le colline si cingono di esultanza. 

I prati si coprono di greggi, di frumento si ammantano le valli; 
tutto canta e grida di gioia..

 In ogni terra, in ogni luogo, ovunque…

Vieni a cercarci continuamente, noi, piccoli germogli che ad ogni soffio di vento si piegano e cambiano direzione, si perdono… tu come Sole ti presenti per orientare i nostri fragili steli verso la luce e il calore che ridonano vigore, e noi finalmente riconosciamo che la vita viene da te.



Siamo chiamate nella nostra fragilità a creare spazi particolarmente ampi di accoglienza della tua Parola e di tutti i fratelli che in Essa vivono, consapevolmente o inconsapevolmente. Eccoci, ci riconosciamo beate e come Maria piange perché vorrebbe vedere tutti i suoi figli nella beatitudine, così anche noi desideriamo vivere lo zelo del profeta e padre Elia nel cercare di diffondere beatitudine sperimentata nella tua casa; custodite in una dimora resa sacra dalla tua costante Presenza sacramentale e liturgica.

Sei speranza dei confini lontani; la tua giustizia vuole render giusti tutti coloro che sono ingannati e sedotti da gioie che durano un istante, piaceri che si consumano, limiti che illudono, amori egoistici, potere esercitato sulle creature e sul creato. Non siamo chiamati a consumare ma ad essere consumati dalla bellezza di un amore senza fine.



In te c’è la quiete dell’armonia interiore ed esteriore, del giusto posto di tutte le cose: pensieri, affetti, desideri. In noi c’è un bene che attende di produrre frutto, non permettere che ci muoia dentro, che svanisca il deposito del tuo dono.



La terra esulta nel suo linguaggio e coloro che sanno ancora stupirsi delle meraviglie di questo mondo che sono manifestazione continua del tuo Essere, si uniscono al canto di lode del creato; come i primi carmelitani vedevano intorno a loro monti, colli, alberi, uccelli, tutto quello che la tua Sapienza ha creato, quasi fossero fratelli conventuali, così noi desideriamo vivere in questa semplicità perché sia reso sempre vigile lo sguardo bambino che apprende i segreti più nascosti, più “piccoli”, come frammenti preziosi dell’immensità.



Irrighi solchi dopo averli scavati con tenerezza paterna. Quando le zolle rimosse e dissestate annunciano cambiamenti inattesi e nella speranza, fecondi, cerchiamo di non opporre resistenza; anche la Madre addolorata irriga con le sue lacrime quei germogli, ripetendo frasi di Sacre pagine; “Lasciatevi riconciliare con Dio!”



– Coroni l’anno con i tuoi benefici, al tuo passaggio stilla l’abbondanza. 
Stillano i pascoli del deserto 
e le colline si cingono di esultanza. 

I prati si coprono di greggi, di frumento si ammantano le valli; 
tutto canta e grida di gioia.